Canta fino a dieci! 10 buoni motivi per cantare in un coro

14390803_1131337286950437_5624524189355010513_n

Non so se questa cosa capiti solo a me, ma ormai ho perso il conto del numero delle volte che ho dovuto spiegare a qualcuno che sì, canto in un coro, ma no, non canto in chiesa. Non nel senso che intendono loro. Ovvero questo (potete fare a meno di ascoltare – anche se non sono così strazianti -, basta l’anteprima a farvi capire cosa intendo):

Questa alleluia sta al canto corale come 50 sfumature di grigio, rosso, nero, blu, celestinorosapallido sta alla letteratura (un po’ in tutti i sensi, vista l’ambiguità del testo)!
È doverosa un breve parentesi storica per raccontare una piccola storia triste. (Gli esperti perdonino la semplificazione che sto per fare.) L’associazione canto corale = chiesa non è sbagliata. La musica corale ha un forte legame con la religione e la storia della musica è piena di composizioni scritte per uso liturgico o comunque sacre. Pensate semplicemente a tutte le Messe, i Requiem… le Cantate di Bach! Ecco, le Cantate di Bach sono un esempio perfetto. (La cantata è una sorta di opera in miniatura, formata da una sequenza di brani – arie, recitativi, duetti, cori e brani strumentali – eseguita senza apparato scenico. Può essere sacra o profana e dura in media una mezz’oretta.). Allora, il signor Johann Sebastian ha composto duecento – duecento! – cantate sacre. E non le ha composte per tenersele nel cassetto, ma perché dal 1723 al 1750 Bach è stato Cantor et Director Musices a Lipsia ed era incaricato di fornire settimanalmente musica per le due chiese principali della città. Lui le scriveva – e veniva pagato per farlo – e poi venivano eseguite.

Insomma, c’è una bella differenza tra questa cantata e l’alleluia di prima. Che è successo? Perché una volta in chiesa si cantava Bach e adesso si canta l’Alleluia delle lampadine (se non sapete cosa sia, non chiedetevelo, non volete scoprirlo!)? Perché a un certo punto la Chiesa ha avvertito la necessità di coinvolgere maggiormente i fedeli: niente messa in latino, niente prete girato di spalle, niente musica corale seria, ma canzoncine imbarazzanti accompagnate dalla chitarra! Non prendetevela con me, ma con il Concilio Vaticano II. Colpa sua.
Quindi, sì, canto in un coro, ma non canto nel coretto della chiesa che anima le messe. In quello della cattedrale di Lipsia ai tempi di Bach ci avrei cantato molto volentieri. Ma in quello della chiesa di Bolladello di Cairate no. Perché – salvo casi rari – i cori in chiesa cantano brani da Zecchino d’Oro Jesus Christ Edition e la bellezza della coralità sta altrove. Sì, perché cantare in coro è terribilmente bello! E in coro si può cantare qualunque cosa. Anche Spider Pork!

Si possono cantare brani del repertorio operistico:

Si possono cantare brani sacri (“Ma cantate canti di chiesa?” Sì, però quelli belli!):

Si può cantare Lady Gaga:

E i versi grotteschi e animaleschi emessi per cantare Telephone non sono tanto diversi da quelli del Contrappunto bestiale alla mente di Banchieri, composto quattro secoli prima:

Si possono cantare madrigali del Seicento, e madrigali del Novecento:

Insomma, si può cantare qualunque cosa! Musica sacra, profana, antica, moderna, pop, jazz, gospel, TUTTO! A cappella (senza accompagnamento strumentale), con un’orchestra, con un pianoforte, con un quartetto d’archi, con un trio jazz! Solo con voci maschili, solo con voci femminili, con entrambe. Coro di adulti, coro di bambini (cfr. coro di voci bianche… da non confondersi con lo Zecchino d’Oro!).

Ancora non vi ho convinti? Prima di arrendermi, vi lascio 10 motivi pseudo-seri per cui vale la pena cantare in un coro!

1. Fa bene alla salute
“Il canto implica una respirazione più profonda, consapevole e regolare, che favorisce l’ossigenazione sanguigna e una postura corretta: la funzionalità cardiaca migliora e si riducono le tensioni muscolari. (..)” dice uno dei ventordici articoli che potete trovare online sui benefici del canto corale!
(http://www.starbene.it/benessere/psicologia/cantare-canto-perche-fa-bene/)

2. Allena la mente
Il brano in tedesco, quello in svedese, lo scioglilingua, quello da cantare a memoria. Stai attento all’attacco, conta le battute di pausa, segui i tenori per prendere la nota, ricordati di pronunciare bene exxxxxxcelsis per non farti linciare dal direttore! Altro che la settimana enigmistica e il sudoku!

3. È un ottimo modo per rilassarsi e svagarsi
“Gli effetti del canto – continua l’articolo di Starbene citato sopra – interessano anche il sistema endocrino: la produzione di cortisolo, l’ormone dello stress, cala, mentre aumenta quella di ormoni del benessere come ossitocina, serotonina ed endorfine.” Per una sera a settimana vi scorderete di tutte le rotture di scatole della vostra quotidianità. Ciao bollette da pagare, ciao stress in ufficio, ciao montagna di vestiti da stirare, ciao fidanzato che mi fai le corna mentre sono alle pro… no, dai, questo no!  

4. Si stringono nuove amicizie
Il fidanzato vi fa le corna mentre voi siete alle prove? Trovatevene uno nuovo nel coro! (Della percentuale di omosessuali nei cori – soprattutto tra i tenori – ne parliamo un’altra volta perché mi sa che non ho dati scientifici da mostrarvi!) A parte gli scherzi, un coro è una seconda casa. Si entra in sintonia, si diventa amici. E se questo non accade… è il coro sbagliato. Cercatene un altro! Troverete la vostra seconda casa!

5. Si viaggia
Capiterà sicuramente di andare in trasferta a fare concerti o concorsi. Sarà un’occasione per visitare posti nuovi, città mai visitate, cucine mai assaggiate!

6. Si imparano canzoni sconce da cantare in coro
Narra la leggenda che gli autisti dei bus adorino portare in giro i cori perché questi durante il viaggio di ritorno sono soliti intonare deliziosi canti sconci da osteria in versione polifonica e ben eseguita (questo in realtà dipende da quanto hanno bevuto dopo il concerto). You Tube non mi aiuta, non esistono performance registrate, ma assai famosa è la canzone della moto Morini: “Ho comprato una moto Morini, l’ho comprata piccina per te, ma da quando non mi fai i pom*ini la moto Morini la tengo per me.” E poi ci sono tante altre strofe, con tanti altri acquisti. Oppure c’è la canzone della Rosina (non la nostra Rosina, eh!): “Il bottaio, il bottaio fa le botti, fa le botti e le cadreghe, la Rosina fa le se***, la Rosina fa le se***. Il bottaio, il bottaio fa le botti, fa le botti e le cadreghe, la Rosina fa le… sedie! per potersi divertir!” E ovviamente anche la Rosina fa tante altre cose per potersi divertire! Il tutto ovviamente a quattro voci. Ora basta che ci chiudono il blog per canti osceni in luogo pubblico. Per saperne di più… nel mio coro si cercano nuove voci, venite e vi insegno tutto!

7. Si impara a riprodurre la sirena dell’ambulanza con la voce
Ai soprani viene più naturale, ma vi assicuro che, con un po’ di falsetto, anche i bassi possono farcela. Poi lo potete mettere nel curriculum!

8. Si impara a fidarsi degli altri
Se uno sbaglia, succede un casino. Quindi non puoi fare altro che fidarti ciecamente del fatto che ognuno canti benissimo. Altrimenti, punto 8b, si impara a fare figuracce tutti assieme appassionatamente!
Si impara che senza una voce diversa dalla tua non può esserci armonia. Nella musica, ma anche nella vita! (Le riflessioni filosofiche fatele da soli che questo articolo sta venendo troppo lungo).

9. Ci si può sentire le Bellas di Pitch Perfect a ragion veduta

10. Si allargano i propri orizzonti musicali e si scoprono mondi meravigliosi 
Io mi sono appassionata di musica classica così: a 10 anni ho iniziato a cantare in un coro di voci bianche, ho scoperto tanta bella musica e pian piano ho allargato i miei orizzonti e le mie conoscenze. E adesso non riesco più a farne a meno. Della musica classica e del canto corale!

 

3 risposte a "Canta fino a dieci! 10 buoni motivi per cantare in un coro"

Add yours

  1. Complimenti! Condivido totalmente i pensieri espressi perché sono il vero modo di rapportarsi all’attività corale. Chi non vive il Coro così non ne coglie la vera essenza. Gianluigi Gorgoglione, direttore Coro polifonico ” Il Gabbiano” di Barletta

    "Mi piace"

  2. Che bello! Condivido tutto, dalle considerazioni sul repertorio in voga nelle Messe (spesso deprimente anzichenò) al valore anche sociale del cantare in coro. Canto dal lontano 2000 e non riuscirei più a far senza 🙂

    "Mi piace"

  3. Cara Eleonora! Ti becco solo adesso! Canto in coro da quando ho 13 anni ma ho iniziato in un cori parrocchiale che ho diretto per 30 anni e non disprezzarlo dai! Tutto quello che dici sui cori funziona anche or il cori parrocchiale. Abbiamo cantato gospel, Bach, roba sudamericana, pergolesi, Baglioni, canti popolari e abbiamo anche animato messa, cento, mille, un milione di volte. Anche l’alleluia delle lampadine se la messa era per i bambini. Con l’organo, l’armonium, la tastiera, il violino, la Tromba, le percussioni, il miglior direttore d’orchestra d mio mondo e il più terribile cantante melodici. Abbiamo fatto cantare tutti, abbiamo accompagnato tutti ma soprattutto abbiamo cantato noi è abbiamo amaro la musica e gli amici coristi e i musicisti che ci hanno insegnato tutto. L’amore per la musica vince sempre. Adesso dirigo un altro coro, polifonico, ma il mio amore è nato lá: sull’armonium che mi ha fatto suonare il don fiorenzo. Abbracci a tutti i coristi!!

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: